5.5.13


Lost in transition/Roma 

a cura di mEarté & F38F (Milano) 

Primo appuntamento 

Lost in transition presenta una panoramica di materiali: performance, libri, immagini, fotogrammi, sensazioni, musiche. Nonché interrogativi, scommesse critiche essenziali allo studio ed alla fruizione delle corrispondenze. Un insieme di ipotesi, letture, traduzioni di testi teatrali, fotografici e poetici che convivono sullo stesso scenario. Il recente interesse per questo genere di performance, in un paese e in un momento storico che ha quasi sempre sottaciuto la grande tradizione culturale del dialogo fra le arti, gli appuntamenti di Lost in transition hanno motivato e sollecitano l’esplorazione di un entroterra e, con esso, alcune riflessioni sulla specificità dell’interazione: un linguaggio pieno, composito, corporale. La presentazione di questi materiali e di queste esperienze, si articola sul doppio binario del passaggio diacronico e della sincronia di modelli e pratiche mediali che compongono lo spettro del riscontro, da luogo rovente della voce e del suono a quello della poesia, della fotografia, passando attraverso le ubique e proliferanti forme del video e del cinema. 

Mercoledì 8 maggio 2013, open transition

h 21.00 “ VITO RIVIELLO TRA I PAESAGGI DI PASSAGGIO ” performance da camera per video, tratti sonori e voci 

con testi tratti da 
-PAESAGGI DI PASSAGGIO- FOTOFONEMI DI GIULIANA LAPORTELLA, TRADOTTI DA VITO RIVIELLO Collana Fotofonemi (eccipinti creativi), Onyx editrice, Roma; 
- ACATÌ- poesie di Vito Riviello
Onyx editrice, Roma www.onyxeditrice.com; 
-LIVELLI DI COINCIDENZA- poesie di Vito Riviello, post-fazione di G. Perretta,
Campanotto editore, Udine www.campanottoeditore.com



diretto da Giuliana Laportella 
voce di Vito Riviello 
tratti sonori per immagini e parole di Francesco De Ficchy 
Paesaggi di Passaggio / video di Giuliana Laportella 
Divagazioni su Paesaggi di Passaggio / video di Enzo Berardi, prod. Stesso Testo 
Chi mi è vicino! - Testo e voce di Vito Riviello/ video di Francesco Di Loreto - F38F 
Interventi : Tiziana Colusso, Pippo De Marca, Gabriele Perretta


Vito Riviello: è sufficiente pronunciare il suo nome per suscitare una ridda di reazioni antitetiche, fluttuanti fra l'entusiasmo incondizionato e l’ironia assoluta, senza possibilità di conciliazione o vie di mezzo accomodanti. Sono le medesime reazioni che la sua opera ha scatenato in passato presso scrittori e uomini di cultura suoi contemporanei o di poco successivi. Cambiano le epoche, si modifica la percezione della produzione rivelliana, sono diversi i giudizi conseguenti, ma una cosa resta costante: l'intensità delle emozioni messe in moto dalla lettura dei suoi passi. Eppure, un metodo infallibile per comprendere l'autore nella sua essenza più profonda c'è, ed è forse anche il più scontato; esso consiste nel rifugiarsi tra le righe delle sue opere, che ne ripercorrono spesso l'itinerario ludico-visionario e il processo di maturazione poetica, esistenziale e mediale. E quale scritto, più dei Paesaggi Di Passaggio-Fotofonemi di Giuliana Laportella, tradotti dagli stessi versi di Vito Riviello, Acatì, Livelli Di Coincidenza, può rivelarsi utile a tale scopo, visto che nel protagonista, linguistico della stato-comico, la critica ha universalmente riconosciuto l'alter-ego dell’assurdo familiare stesso? Nel mondo poetico di Riviello, poeta, performer, sperimentatore sonoro e dei nuovi orizzonti dell’oralità, la politestualità in rapporto all’immagine svolge un ruolo primario, è espressione della medialità neomoderna, di una tensione mai appagata verso la parola comica infinita. E’ la sfera del demoniaco e del new-dada che si contrappone alla prosaicità del quotidiano. La maschera foto fonemica, i personaggi della poesia rivelliana e per taluni versi suo doppio, vive in modo post-patafisico e grottesco questo dualismo arte-vita. Da un lato egli è l’artista-poeta-clown che intrattiene il suo pubblico, a tratti incantato; dall’altro è vivente testimonianza di una crisi dell’arte mercificata e dell’artista divenuto incapace di creare. Non si può escludere che vite, ispirazioni e satire “surd-reali” s’annuncino in una fiamma sorridente come lo spirito della terra di fronte a Faust evocatore, oppure attraversino un’insidiosa corrente d’aria che s’insinua fra “la luna nei portoni” o il “giorno della prassi”. Dentro, ricorda ironicamente la critica, c’è sempre un po’ di Riviello. Lo scrittore del sorprendente, l’ingegno dell’esilarante ha riversato a manciate nella quotidianità esseri balzani e sghimbesci, rêveries primordiali, automi e pupe meccaniche, insinuando dubbi che raggelano la forza spontanea del riso. Dietro il consueto scenario dell’astuzia della realtà può spalancarsi un iperuranio di ombre eccitanti e prodigiose. Ma in queste performance da camera per video, tratti sonori e voci, ci parla anche il Riviello attore, lettore pubblico, oralista e critico che giunse alla poesia attraverso livelli di coincidenza umoristici e neo-mediali.

Secondo appuntamento


Lost in transition presenta una panoramica di materiali: performance, libri, immagini, fotogrammi, sensazioni, musiche. Nonché interrogativi, scommesse critiche essenziali allo studio ed alla fruizione delle corrispondenze. Un insieme di ipotesi, letture, traduzioni di testi teatrali, fotografici e poetici che convivono sullo stesso scenario. Il recente interesse per questo genere di performance, in un paese e in un momento storico che ha quasi sempre sottaciuto la grande tradizione culturale del dialogo fra le arti, gli appuntamenti di Lost in transition hanno motivato e sollecitano l’esplorazione di un entroterra e, con esso, alcune riflessioni sulla specificità dell’interazione: un linguaggio pieno, composito, corporale. La presentazione di questi materiali e di queste esperienze, si articola sul doppio binario del passaggio diacronico e della sincronia di modelli e pratiche mediali che compongono lo spettro del riscontro, da luogo rovente della voce e del suono a quello della poesia, della fotografia, passando attraverso le ubique e proliferanti forme del video e del cinema.

Giovedì 9 Maggio 2013

ore 19:00, in occasione della presentazione di
Ma nessuno mai. Verso nuove tracce di contaminazione mediale,
a cura di Gabriele Perretta (contributi di Angelo Tirreno, Enrico Maria Sestante, Nathalie Celen),edizioni Artemedia/Frullini, Napoli-Pistoia, 2012. 
Conversazione: Carlo Marcello Conti, Paolo Nardon, Giovanni Curtis. 
Letture di Beatrice Palme. 
Selezione/video da edizione omonima: von Boaz Kaizman und Erik Sick (solo immagine)con proiezione di von Boaz Kaizman und Erik Sick (completo, dur. 7 min.)

ore 20.00 Proiezione video: ZZYZX - Francesco di Loreto Spoken Words di David Thomas
Intervento di F38F (Francesco Di Loreto, Paolo Mazzo, Mimo Visconti) per Les Carnets de le 38 ../1/11 2012, Milano. (dur. 35 min)

Ore 20.30 -L’esercizio del vuoto-, insieme all’autore Paolo Nardon ne parlerà Gabriele Perretta

Ore 21.00 -14 dic. 2010- di Giuliana Laportella e Gabriele Perretta
da Riverberi, Onyx editrice Roma 2012. (dur 5 min.)
Interverranno gli autori con Tommaso Ottonieri.

ore 21.15 Letture, -Dalla centrifuga (Il Mondo Di Fuori Di Sé)- di Tommaso Ottonieri

ore 21.40 Proiezione video Heaven di Maurizio Elettrico (dur.9 minuti)

ore 22.00 -Performance Fratto 7 – Offertorio electroacustic, percussions solo- di Marco Ariano, introduce Francesco De Ficchy

Questi appuntamenti” intendono aprire un discorso sul nostro tempo attraverso l’incontro con le arti e con ogni fatto creativo. Non vogliono costituire una sintesi di tutto quanto dall’inizio della globalizzazione ad oggi è accaduto, ma si propongono di presentare prospettive in cui sono organizzate tutte le forme espressive più vitali. I contributi che vi appaiono non sono “rigorismi”, non usano un linguaggio per iniziati: cercano una collaborazione con il fruitore per discutere alcune idee e per coinvolgerlo nella scoperta della
sperimentazione”. Le parole, le musiche e le immagini di questa rassegna si sono proposti di far entrare il “nuovo autore-lettorein un rapporto personale con le lingue espressive, sia per invitarlo a scoprire la socialità, sia per consentirgli una più intensa partecipazione al nostro tempo. In questo dialogo tra le arti, le intermedialità ricevono una chiara configurazione e sono di stimolo ad un colloquio che coinvolge una quantità di fenomeni che ci interessano anche fuori dell’arte. Siamo invitati a comprenderli e a farli nostri sulla traccia di molte visioni, che non esauriscono certo la riflessione sulle arti, ma che ci inducono a tentare altri incontri, arricchiti da una conoscenza dinamica e da un percorso prezioso. I grandi temi del nostro presente si riflettono sulle letture del Meta-teatro e l’indagine va fino ai brividi ed alle emergenze d’oggi: il “pubblico” che cerca di abbracciare tutti i linguaggi, la performance che cerca di ricordare il mistero dell’espressione attraverso una sua crudeltà, l’happening interattivo che esce dai luoghi consueti e diventa video o teatro di strada, di dialogicità, di ogni forma di vita e di medialità. Tutto il nostro tempo è come attraversato da questo sguardo lanciato tra piattaforma collettiva e tribune. A partire dalla sua nascita l’intermedialità ha alimentato un dibattito, sulla sua natura di nuovo genere artistico e sulla sua origine, che ha avuto un momento cruciale nell’ambito dell’artisticità dei primi anni Novanta. Questi rendez-vous ne raccolgono gli interventi più sensibili, nelle pagine, nelle parole, nelle immagini e nella sonorità di: Vito Riviello, Tommaso Ottonieri, Gabriele Perretta, Giuliana Laportella, Enrico Maria Sestante, Angelo Tirreno, Nathalie Celen, Francesco di Loreto, David Thomas, Carlo Marcello Conti, Beatrice Palme, Paolo Nardon, Giovanni Curtis, Paolo Mazzo, Mimo Visconti, Marco Ariano, Maurizio Elettrico, Francesco Ficchy, Maurizio Ponziani, Tiziana Colusso, Tito Marci, Enzo Berardi, Otto Schwarz, Carlo Bevilacqua, Robert Wyatt, Beppe Giacobbe, Michael Rother e Neu, Natale Romolo, Boaz Kaizman und Erik Sick.
(redazione gruppo ottobre/mEarté). 

Notizie su gli Autori:

Vito Riviello, nato a Potenza nel 1933, inizia giovanissimo pubblicando in pieno clima Neorealistico, una plaquette di poesie dal titolo Città fra paesi, tra stile liberty e crepuscolare (1955), questo volumetto fu definito da Leonardo Sinisgalli: “Il primo ritratto letterario di Potenza”. Nel decennio successivo collabora con riviste letterarie di rilievo nazionale, quali Letteratura, Rendiconti, Nuovi Argomenti, etc… Negli anni settanta vengono pubblicati diversi libri di poesia, tra questi: L’Astuzia della Realtà, Ed. Vallecchi, Firenze, con la prefazione di Paolo Volponi; Dagherrotipo, Ed. Scheiwiller, Milano. Negli anni ottanta si accentuano toni burleschi e un’ironica demistificazione delle certezze esistenziali, vedi: Tabarin, Ed. Carte Segrete, Roma; Assurdo e Familiare, Ed. Empiria e Florida, Roma, con la prefazione di Giovanni Raboni. La critica parla di neodadaismo nelle ultime opere di Riviello, ma anche di precedenti letterari del cinquecento come Rabelais, Burchiello, Berni. Nel 1997 con il libro Assurdo e Familiare, Ed. Piero Manni, Lecce, l’autore potentino recupera il titolo dell’opera precedente, per farne un’antologia riassuntiva delle pubblicazioni fatte in venticinque anni, con un saggio di Giulio Ferroni. Fervorosa l’attività di Vito Riviello che dal 2000 al 2007 edita i seguenti libri: Plurime Scissioni, Ed. Pagine, Roma, con introduzione di Francesco Muzzioli; Acatì, Ed. Onyx, Roma, e Livelli di Coincidenza, Ed. Campanotto, con la postfazione di Gabriele Perretta che in questo libro individua in pieno il senso della nuova poesia comica europea. Riviello ha scritto anche libri in prosa, tra cui piace citare: Premaman, Ed. La Nuova Libreria, Potenza, con prefazione di Gilberto Finzi; La neve all’Occhiello, Ed. Capuano, con prefazione di Giovanni Russo; E arrivò il giorno della prassi, Ed. Empiria, introduzione di Giorgio Patrizi; La luna nei portoni, Ed. Calice, Rionero in Vulture, un libro singolare è - Paesaggi di Passaggio- Fotofonemi di Giuliana Laportella, tradotti da Vito Riviello, in cui l’autore seguendo l’antica lezione di Charles Baudelaire attua la commistione dei codici d’arte traducendo alla lettera 18 fotografie di Giuliana Laportella; ultimo libro del anno 2008 Scala condominiale, Ed. Lietocolle. I sui scritti sono stati tradotti in diversi Paesi del mondo, europei, mediorientali, Stati Uniti e Sud America.

Giuliana Laportella, ha lavorato nel cinema e nel teatro come scenografa e costumista. La fotografia acquisisce una priorità espressiva di primaria importanza. Dopo aver partecipato a mostre collettive e personali; nel 2007 pubblica un libro multimediale da lei curato, sulla Praga di Kafka (K.:Lettera non scritta, Edizioni La Camera Verde, Roma) orientando dal quel momento la sua attenzione sulla contaminazione e sulle corrispondenze tra immagine (fotografica) e letteratura, tra video e poesia. Ha collaborato per quattro anni con il poeta Vito Riviello, dove nascono le pubblicazioni: Doppio scatto, Ed. Signum, Bergamo e, Paesaggi di Passaggio,
Fotofonemi di Giuliana Laportella, Tradotti da Vito Riviello , Onyx Editrice, Roma (da quest’ultima edizione da origine, nel 2007, alla presente collana Fotofonemi (eccipienti creativi) da lei diretta), nel 2012 pubblica Riverberi, testi di Gabriele Perretta, fotofonòmetrie di Giuliana Laportella, Onyx editrice.

Francesco De Ficchy, autore, compositore, cofondatore del Saint Louis Music City, dedito sia alla canzone d'autore sia alla sperimentazione sonora entro ed oltre l'ambito dell'armonia c

info: 3478683161 3384571626
mearte013@gmail.com