15.11.14


PASSEGGERO BOLAÑO (LA NAVE DEI SEI PERSONAGGI)
di
PIPPO DI MARCA
con
Pippo Di Marca, voce “in movimento” e Gianluca Bottoni, corpo “in movimento”
immagini di Salvatore Insana

La lingua batte dove il dente duole. Bolaño non è secondo a nessuno nell’assestare terribili colpi ai denti: come, d’altronde, in qualsiasi altro punto appena appena sensibile. Pippo Di Marca ne sa qualcosa. Ha ingaggiato con lo scrittore cileno morto nel 2003 un lunghissimo corpo a corpo, iniziato nel 2009… e non è dato sapere quando finirà e se finirà…. Di certo Pippo Di Marca – oggettivamente, almeno in Italia, una sorta per così dire di ‘erede testamentario’ di questa reincarnazione di fanciullo ribelle ‘rimbaudiano’ affacciatosi come una meteora, è scomparso a 50 anni, nei cieli della letteratura latino-americana e mondiale – lo ha già ‘affrontato’ in quattro precedenti, dolorosi e impegnativi ’round’ … Ora, con questo monologo – “Passeggero Bolaño (la nave dei sei personaggi )” - si appresta a tornare sul ring per il quinto round. E lo fa in maniera per qualche aspetto inconsueta. Nel senso che oltre a salire lui sul ring si avvale anche della prestazione di uno sparring partner già aduso alla contesa, Gianluca Bottoni, l’attore feticcio, insieme ad Anna Paola Vellaccio, del secondo, il più complesso e combattuto, dei quattro precedenti round, quello in cui Bolaño veniva poeticamente e scenicamente trasfigurato come un anarchico angelus novus che annuncia e denuncia a ogni passo l’orrore della moderna ‘apocalisse’. Sicché, di fatto, si darà luogo a una sorta di sfida nella sfida: comincerà Di Marca con una sua ‘personale’ lettura scenica del testo di cui è “autore” (le prime quattro repliche, dal 15 al 19 novembre) e proseguirà Bottoni con lo spettacolo , dove Di Marca, sarà solo la voce mentre l’attore sarà il “corpo” in una sua ‘personale’ coreografia (le successive 10 repliche, dal 20 al 30 novembre). Anche il testo, per suo conto, ha seguito un iter piuttosto curioso. E’ stato scritto, con un occhio a Pirandello e ai fantasmi dei personaggi, in forma di prologo allo spettacolo “La Parte di Bolaño: il quinto cavaliere”. Poi, nel corso delle prove, il parallelo con Pirandello è stato abbandonato perché questo testo-visione che descrive ed esaspera una ‘battaglia’ tra Bolaño e i sei personaggi avrebbe spostato l’asse della messa in scena su una visionarietà troppo vicina ai ‘nostri’ fantasmi e si è preferito prendere di petto direttamente i fantasmi e soprattutto la letteratura di Bolaño. Ma sta di fatto che nel testo, comunque rimasto lì inquieto e imperterrito in attesa di tornare alla ribalta e certo di averne il diritto, l’unico fantasma che aleggia, alla fin fine, è proprio quello di Bolaño. Per cui si è ritenuto che questo prezioso reperto andasse recuperato.
15 - 30 novembre 2014
ore 21 (domenica ore 18, lunedì riposo)
Prezzi intero euro 12; ridotto euro 8 

(ingresso riservato ai soci-tessera annuale euro 2)
Produzione Compagnia del Meta-Teatro compagniadelmetateatro@fastwebnet.it 3358153270

TEATROINSCATOLA
lungotevere degli artigiani 14 - 00153 Roma


www.teatroinscatola.it
3476808868-3405573255

8.6.14

Pippo Di Marca ospite dell'ENTERPRISE di ARMANDO ADALGISO per un viaggio attraverso l'avanguardia e oltre



25.12.13

PICCOLO TEATRO CAMPO D’ARTE
DAL 10 AL 26 GENNAIO
La Compagnia del Metateatro diretta da Pippo Di Marca
Presenta
LA VELA NERA DI TESEO
di Valeria Moretti
diretto e interpretato da Gianni De Feo
aiuto regia : Elisa Pavolini; scenografia : Roberto Rinaldi; costumi : Sonia Piccirillo
ufficio stampa : Stefania D'Orazio


Teseo esce dal Labirinto grazie al filo di Arianna. E se lo avesse rifiutato? E se l’aggirarsi tra le ombre della caverna si rivelasse più intrigante del richiamo della luce del sole? E se il rapporto con il Minotauro…
Questa inedita lettura del mito vede impegnato come interprete e regista Gianni De Feo. Il testo “La vela nera di Teseo” è firmato da Valeria Moretti. Un viaggio nel cuore del Labirinto attraverso un percorso circolare dove innumerevoli e fatali sono le combinazioni verso uno "sbalorditivo accecante interno nero nella più profonda delle nostre grotte".
I personaggi di Teseo e Arianna si riflettono attraverso specchi frantumati, carnali e mistici allo stesso tempo. Al suono di un'unica voce si cercano, si rifiutano, si abbandonano. L'atemporalità dell'azione si dilata, contrapponendo passato / futuro / presente. La vela nera diventa simbolo della ribellione, dell'abbandono degli schemi e delle paure. Simbolo del lutto delle convenzioni.
Lo spettacolo andrà in scena a Roma dal 10 al 26 gennaio 2014 al Piccolo Teatro Campo d’Arte in via dei Cappellari 93, uno spazio multimediale a pochi passi da piazza Campo de’ Fiori.
Così racconta il regista nelle sue note: Teseo, figlio di due padri uno mortale e l'altro divino, dopo un rito propiziatorio, si prepara al viaggio danzando al ritmo greco del Sirtaki e avvolgendosi nella sua ampia vela, come la veste roteante di un Derviscio. Arianna, come intorpidita da uno stato ipnotico, lamenta il suo abbandono : “Tu m’as abandonnée au bord de la plage, Thésée”, facendo eco al canto di Monteverdi: “Lasciatemi morire!” L’urlo solitario del Minotauro, proveniente da spazi interiori, labirinti non ancora esplorati, sembra invocare urgenti desideri carnali.
Le atmosfere si incastrano su diversi piani espressivi, in cui la contaminazione delle lingue straniere, oltre a scandire il ritmo sonoro della parola, sembra tracciare il lungo percorso necessario all'esperienza della conoscenza. Il viaggio di Teseo è il viaggio di un' iniziazione (erotica?). Una leggera fragranza di sensualità pervade allora il suono, il colore, il gusto della scena. La musica fa da contrappunto e diventa canto. Ed ecco che una famosa canzone di Cole Porter ci trascina subito nelle atmosfere fumose di un locale fantasma, notturno e vuoto, dove forse è Arianna a cantare, pallida, smarrita e solitaria, o forse lo stesso Teseo un attimo prima di varcare l'ultima soglia che lo porterà davanti all'uomo/animale. Ma quel Mostro deve davvero essere ucciso?

PICCOLO TEATRO CAMPO D'ARTE
dal 10 al 26 gennaio
via dei Cappellari, 93 Roma
tel. 06 / 6832998
prenotazioni 347 6849819
Tutte le sere ore 21, domenica ore 18 (lunedì riposo)
biglietto intero 14 euro, ridotto 10 euro,
(comprensivi di 2 euro di tessera associativa)
Ufficio Stampa
Stefania D’Orazio
T. 3476849819

M. stefaniadorazio91@gmail.com

21.5.13









Performance di danza di Ezio Tangini
Sintomo

Danza: Ezio Tangini  
Musiche: Salvatore Insana





La performance è sul dolore, quello dell’animo umano.
Lo sradicamento del corpo. Il desiderio di cancellare il sé.



 30 maggio 2013, ore 21,00
Atelier Meta-Teatro

Via Natale Del Grande, 21 (Trastevere)   

info 338 5004680





Ezio Tangini Nato a Urbania (Pesaro/Urbino). Vive a Roma. Ha compiuto studi di Letterature straniere all’ Università La Sapienza di Roma. Studi e pratica della danza contemporanea. 1998-2004 laboratori di danza contemporanea tenuti da Alessandra Sini. 1998 scopre il Buto con il maestro Masaki Iwana. 1998-2003 workshops di Masaki Iwana in Normandia, Roma, Polverigi. Workshops con danzatori Butoh come Silvia Rampelli, Ko Murobushi, Akira Kasai, Yumiko Yoshioka, Mika Takeuchi.
è co-fondatore della compagnia di danza butoh “In Between”

In between butoh   info@inbetweenbutoh.com     www.inbetweenbutoh.com

12.5.13



Giovanna fra i Pazzi

l'eroina contemporanea



di e con Edda Gaber
cura Matteo Lolli
luci Gianni Melis


14, 15, 16 maggio 2013 ore 21



"Necessario", spesso, meglio, da sempre, sento parlare da chi lo fa che il teatro, l'arte sincretica per eccellenza, dev'essere necessario, e a lungo me lo sono ripetuto quasi a convincermi di cosa acquisita ma evidentemente non posseduta se ripetermelo era necessario. Ora, dopo trent'anni di apparente reiterazione a me stessa, so un segreto inesprimibile, quindi, anche se volessi svelarlo non mi sarebbe dato. Ora, a questo punto, e da qui in poi, mi sarà altresì possibile rivelare il segreto, ancora e ancora, fino all'ultimo respiro; con la scrittura, sia quella che sceglie la pagina, sia l'altra, assai più alchemica, che sceglie la scena. Giovanna Fra i Pazzi è pura scrittura scenica e dico pura in quanto in me ha agito una mano altra da me, e da qui, per chi sa intenderle, già fioccano le metafore. C'è stato un contesto, poi un testo e ora in forma di sottotesto, una mise in abime, Giovanna d'Arco, appunto. Far emergere il sottotesto comporta un atto d'obbedienza, questo sì necessario, a contesto e testo, e allora, solo allora, con la forza dell'esperienza umana, cosa di carne e sangue, affiora con l'essenzialità dell'Urlo, l'amato sottotesto, caro, sempre caro alla Necessità. Tùke, dicevano i Greci, unità di etica ed estetica hanno sempre proclamato le avanguardie, ossia, a ben vedere, l'Arte vera e propria, Sol dell'Avvenire. Di là da futura mi garba dire l'Arte tout court, perché con Grazia, semplicemente, incarna un ossimoro, vale a dire una contraddizione ma solo in termini, a parole: Fisica e Metafisica sono la misma cosa.
Giovanna Fra i Pazzi deve tutto a Régine Pernoud: "Vuoto a rendere, Régine!"

Noterelle per GIOVANNA FRA I PAZZI 
ovvero “come un talismano”

Prendermi cura di due creature in una è questo nostro lavorio: una, Giovanna, trasparenza di cielo che sopravvive a secoli di turpitudini; l’altra creatura, anch’essa “strumento” sonante d’amore, di voci nel deserto, che pone orecchio, cuore, voce, alla prima, clamante. Cosa sia questa “dolce consuetudine”, mai abitudine, del nostro lavorio non saprei dire. Somiglia, credo, alla preparazione di quell’unguento a base di timo, ruta e maggiorana mescolato a olio e cera vergine che Francesca, “la santa de Roma”, insegnò a preparare alle sue amiche per sanare malati e feriti.  

Matteo Lolli 


  info e prenotazioni 3408578140

28.4.13




 Poetry Music Machine

Libro-cd di Marco Palladini
(Onyx Editrice)
Presentazione di Giovanni Fontana
e show-case poetico-musicale
con 
Marco Palladini, Claudio Mapelli (sax tenore),
Maurizio Bisecco (electronics), Nicolas Trojani (electronics)
e con la partecipazione di Cinzia Villari

« (…) in Poetry Music Machine Marco Palladini intende esaltare la dimensione sonora e ritmica della parola, con l’intenzione di temprarla ricercando contaminazioni in altri spazi acustici. Anche lui si rivolge al jazz, ma non trascura il rock e l’elettronica. La musica interna alla parola ne risulta galvanizzata o svisata, distesa o contratta, modulata o smontata. Le sequenze sono poste in vibrazione e modulate agendo sui livelli di tensione. Ormai da anni Marco Palladini ha improntato il suo lavoro di poeta sulla piena valorizzazione dell’energia vocale, investendo il testo di nuove funzioni significanti che ne modifichino gli spessori. Si può assistere ad amplificazioni del senso, attraverso la dilatazione delle parole nello spazio acustico, o a ribaltamenti, lacerazioni, contrazioni. Le coordinate geometriche e temporali ne accolgono il flusso: quasi un’impalpabile coreografia. »  (Giovanni Fontana)




Venerdì 3 maggio 2013
h. 21
Atelier Meta-Teatro
via Natale del Grande, 21 - Roma
info 340 8578140
metateatro.blogspot.com

21.3.13

POESIA & PROSA


rassegna di poesia e letteratura a cura di Pippo  Di Marca

La programmazione dell'Atelier Meta-Teatro, come sempre da diverse stagioni, dedica largo spazio ai poeti e agli scrittori: con serate, rassegne, letture sceniche, presentazioni, incontri, spettacoli.
Da qui nasce la rassegna “Poesia&Prosa”, curata da Pippo Di Marca, che si snoderà in diversi appuntamenti nel periodo marzo-giugno 2013, coinvolgendo tra gli altri Luca Archibugi, Stefano Gallerani, Giuliana Laportella, Giorgio Vasta, Luigi Ballerini, Marco Solari e Alessandra Vanzi. Cui vanno aggiunte serate in omaggio a Sanguineti, Bolaño, Joyce, Baudelaire, Rimbaud e Lautréamont.         
La rassegna si aprirà nei prossimi giorni con un 'trittico' di serate che vedrà protagonisti il 21 marzo  Carlo Bordini; il 23 marzo Francesco Muzzioli; e il 27 marzo Nanni Balestrini, Pippo Di Marca, Marco Palladini, Giorgio Patrizi e Cetta Petrollo  in una serata in omaggio e memoriam di Elio Pagliarani  coordinata  dall'Atelier Meta-Teatro e da LeretidiDedalus.

Le tre serate avranno luogo alle ore 21  presso l'Atelier Meta-Teatro in  via Natale del Grande 21, Roma.

Giovedì 21 marzo, ore 21 
in occasione della Giornata Mondiale della Poesia
POLVERE (poemetto pubblicato in I costruttori di vulcani – tutte le poesie 1975-2010 di Carlo Bordini, editore Luca Sossella)

Lettura scenica di Carlo Bordini

Sabato 23 marzo, ore 21
IL DOTTOR Z’ZUM E I “POETISTI ANONIMI”

in Come smettere di scrivere poesia
dal volume di Francesco Muzzioli pubblicato da Lithos

Partecipano, insieme all’autore: Mariarosaria Anzuino, Daniele De Angelis, Giulia Izzo, Marco Giannini, Giuseppe Ragone, Ezio Spezzacatena, Celeste Vaglio.

Precederà la serata, data l’eccezionale coincidenza, l’esecuzione dell’audio: Il Corto la scorta le escort

Mercoledì 27 marzo, ore 21
LA BALLATA DI ELIO - SERATA PER PAGLIARANI
Ricordi, riflessioni, letture

con Cetta Petrollo Pagliarani, Nanni Balestrini, Pippo Di Marca, Marco Palladini, Giorgio Patrizi in collaborazione con Le Reti di Dedalus 

A un anno dalla morte e a cinquant’anni dalla nascita del Gruppo 63 di cui fu uno dei principali protagonisti, dedichiamo una serata a Elio Pagliarani (1927-2012), uno dei più grandi poeti italiani del secondo Novecento. Maestro riconosciuto della neoavanguardia poetica fin dal poemetto La ragazza Carla (1960), Pagliarani ha saputo sintetizzare e trasfondere nella sua scrittura una ricerca di forte matrice sperimentale e concettuale e un’anima realista, viscerale, popolare, che dà al suo dettato poetico un’impronta unica. Così come unica e inimitabile era la sua voce quando si alzava roca e ruggente a ritmare la recitazione dei suoi versi. Che ancora una volta vogliamo riproporre e far ascoltare. Se i poeti muoiono, la loro poesia non può e non deve morire. 

4.3.13

DUETTO





DUETTO
(HO CHIUSO GLI OCCHI E HO MANGIATO)

  di Antonio Moresco
 Adattamento e regia: Chiara Condrò , Elisa Turco Liveri
Con: Chiara Condrò, Elisa Turco Liveri
Installazioni video: Salvatore Insana
Disegno luci: Giovanna Bellini
Fonica: Marco De Tommasi
Costumi: Daniele Ferranti
Produzione: Compagnia del Meta-Teatro



Duetto inscena il dialogo immaginario tra Maria Callas e la leggendaria tenia che il soprano avrebbe ingerito al fine di dimagrire. Crescendo nelle sue viscere il verme impara a cantare, diventa un contrappunto, una sfumatura nera che rende la sua voce inimitabile.
Corpo a corpo di voce e nervi, in profondità, tra le viscere della donna, lotta tra luce e ombra, tra larmonia e la sua virale contropartita, tra regola ed evasione.
È la parte nascosta, quella maledetta, a creare leffetto dirompente, fino a raggiunta simbiosi. La voce e il suo doppio si nutrono di un'intensità tutta interiore, un canto dentro laltro fatto di strappi violenti e abbandoni estremi. A poco a poco non si può più far a meno del proprio carnefice. Desideri che chi ti divori completi la sua opera.
Il duello non è solo vocale, ma si estende anche al rapporto patologico della Callas con il canone estetico dominante: il dissidio tra l'immagine di se stessa e l'idea di perfezione che la mondanità richiede è l'eterna condanna a cui tutte le donne sono sottoposte. Nelle stanze d'albergo, tra spartiti e prove notturne, tra il profumo dei fiori degli ammiratori, la Callas dialoga con il suo doppio, fino a torturarsi.
Ma cosa importa la bella voce quando c'è la Voce?


29.5.12

NELLE PIEGHE - il coraggio di un gesto simile


DEHORS/AUDELA
presenta

Ho voluto la perfezione e ho rovinato quello che andava bene. (Claude Monet)

NELLE PIEGHE
IL CORAGGIO DI UN GESTO SIMILE

Studio grado zero


Progetto di ricerca audiovisiva e multi(n)disciplinata, tra fotografia, teatro, cinema e parola

nello e con lo spirito de L’uomo dei cinque palloni di Marco Ferreri



   
drammaturgia video e audio: Salvatore Insana
azione scenica: Elisa Turco Liveri
disegno Luci: Giovanna Bellini


29-31 maggio 2012 ore 21


Atelier Meta-Teatro
via Natale del Grande 21, Roma
348 3306492/3408578140
dehorsaudela.blogspot.com


UN'OSSESSIONE: LA PERFEZIONE

Non fare una piega. Esserne una delle infinite e molteplici. Occupare uno spazio-tempo. Affrontare il vuoto. Compiere e re-plicare un'indagine sulla pretesa cartesiana di appianare ogni asperità, di raddrizzare le storture, di regolare i conti con la tagliente lima del potere, sulla lotta tra l'entropica tendenza a piegarsi (su sé stessi) e l'ostinata tentazione al raddrizzarsi, allo stendersi, al far piatto e liscio quel che così non è mai stato. Ogni pretesa di fare tabula rasa finisce in fumo. Tutto si piega su sé stesso, impiega sé stesso per piegarsi.

Brutte pieghe, quelle di chi non sa spiegarsi. E non si spiega come ciò possa accadere.
Quelle di chi non si capisce. Quelle di chi non è capito. Di chi non è compreso nei disegni (e nei sogni) altrui. Quelle di chi non si piega di fronte alla presunta realtà. A come vanno le cose e a quanto noi siamo impotenti. Quelle di chi si ostina ad anteporre la propria miserevole volontà allo sbilanciato equilibrio generale.

Indagando sul punto di rottura dell’essere, dal declinarsi della piega nell'ordinario alla vertigine del barocco leibniziano: la donna che stira un abito, la parrucchiera che stira i capelli; le pieghe di una pagina, cicatrici di carta; l'arte di piegare la carta stessa; le rughe di un volto, i rotoli di grasso (le pieghe, piaghe che non si cancellano), e ancora l’impiegato, che suicida la propria libertà al datore di lavoro. Com-plicarsi la vita, vivere dentro di essa.




<<Il mondo è uno sciabordio, un rumore, una bruma, una danza di pulviscoli impalpabili. È uno stato di morte e di catalessi, di sonno o di addormentamento, di svenimento, di stordimento. È come se il suo fondo fosse costituito da un'infinità di piccole pieghe (inflessioni) che non smettono di farsi e di disfarsi in ogni direzione, di modo che la sua spontaneità è simile a quella di un addormentato che si gira e si rigira nel suo letto. Le micropercezioni o rappresentanti del mondo sono quelle piccole pieghe orientate in tutti i sensi, pieghe nelle pieghe, sulle pieghe, secondo le pieghe.>>

Gilles Deleuze

26.5.12

CANTIERI DEL META-TEATRO 2012


CANTIERI DEL META-TEATRO 2012
Dal 26 al 31 maggio




 Cantieri del Meta-Teatro 2012 propone la presentazione di alcuni lavori nati, all’interno della compagnia del Meta-Teatro, tra gli artisti cresciuti sotto la guida artistica di Pippo Di Marca:  Adriano Mainolfi  (comapagnia LeVieDelFool), Dehors/Audela   (Salvatore Insana, Elisa Turco Liveri, Giovanna Bellini), Ciro Carlo Fico. I progetti spaziano tra ricerca drammaturgica e fusione tra linguaggi espressivi differenti. L’Atelier ospita inoltre Manuela Schiano, già presente nella scorsa edizione della rassegna. Negli spazi del foyer la rassegna ospita anche la mostra personale di Francesco Viscuso e l’esposizione “semovibile” dei gioielli artigianali  di Lady Ossa, lo spazio sarà aperto dalle 19.30.


Dal 26 al 28 – ore 21.00
Labbra Blu
Di e con Adriano Mainolfi
Suono e luci di Fabrizio Dottori
Compagnia LeVieDelFool
(spettacolo finalista al premio Dante Cappelletti 2011)

Una Donna : i suoi oggetti ,le sue fantasie, i suoi ricordi, le sue azioni ,il suo viversi “il suo uomo”. È  l’entrare nella camera da letto di una persona, essere proiettati nel suo passato, nel suo futuro ,che combaciano nel presente. Questo presente ,in cui una donna ha scelto di viversi per quello che realmente è, per ciò che realmente sente, in tutto ciò che il suo corpo la sua mente e la sua anima le trasmettono. No c’è un giusto o uno sbagliato in  essa, c’è  un  “essere”. Le sue esperienze ,le sue scelte, il suo vissuto, sono vortici in cui  l’amore è la  radice portante. Tutti i suoi attimi, sono una serie di fotogrammi ,di quadri che si incontrano in una verità :  c’è una donna  e la sua confessione …

Dal 29 al 31 – ore 21.00
 Nelle pieghe. Il coraggio di un gesto simile. (Studio n.0)
Di Dehors/Audela
Drammaturgia video e audio Salvatore Insana
Azione scenica Elisa Turco Liveri
Disegno Luci Giovanna Bellini

Progetto di ricerca audiovisiva e multidisciplinare, tra fotografia, teatro, cinema e linguaggio.
 Un'indagine sulla pretesa cartesiana di appianare ogni asperità, di raddrizzare le storture, di regolare i conti con la tagliente lima del potere, sulla lotta tra l'entropica tendenza a piegarsi (su sé stessi) e l'ostinata tentazione al raddrizzarsi, allo stendersi, al far piatto e liscio quel che così non è mai stato. Il declinarsi della piega nell'ordinario: la donna che stira un abito, la parrucchiera che stira i capelli; le pieghe di una pagina, cicatrici di carta; l'arte di piegare la carta (horigami); le rughe di un volto, i rotoli di grasso (le pieghe, piaghe che non si cancellano), etc.


Dal 29 al 30 – ore 22.00
Land(e)scapes
Concept e video Salvatore Insana
Partitura sonora Frank Heierli
Partitura vocale Ciro Carlo Fico


Performance audiovisiva in tre mo(vi)menti. Fuga dal paesaggio, ricerca dell’estasi mancata e rincorsa al tempo del non ritorno, verso dove non si è mai stati. Esperire il passaggio di noi sulla terra e quello dello spazio-tempo sulle nostre stesse anime.
31 maggio-ore 22.00
Postumi
Di e con Manuela Schiano
Musiche originali Luca Capozzi
Suono Federico Iavicoli

Critica e negazione della storia e della coscienza comune; intollerabilità del divenire; rifiuto e presa in giro della rappresentazione; morte del fantastico e avvento del disincanto.


… Esposizioni nel Foyer …

FRANCESCO VISCUSO – Vernissage 26 maggio ore 19.30

Anteprima di PANDAEMONIUM” - Brevi esercizi di Partecipazione Mistica contro l'Età della Ragione … ammesso che ne sia mai esistita una.

Scrive Jung: “L'oro verde è la qualità vivente che gli alchimisti vedevano non solo nell'uomo ma anche nella natura inorganica. È un'espressione dello spirito vitale, l'Anima Mundi o il Filius Macrocosmi, l'Anthropos che anima tutto il cosmo. Tale spirito si manifesta in ogni cosa, anche nella materia inorganica”. Voi riuscite a sentirlo? Sentite l'urlo di Pan accordarsi al diapason della Tragedia? E, nelle oscure caverne in cui giorno dopo giorno vi (ri)trasformate, sentite la presenza del vostro daimon?
Il regno dell'Istinto, dell'Immagine, della Fantasia, del Sogno, del Delirio, dell'Allucinazione, del Linguaggio Popolare, dei Meccanismi Scatenanti Innati, della Paura quale emozione primaria e problema Morale, del Panico, della Fame e del Sesso sono momenti di partecipazione Mistica con la Natura, con Pan, con Il Tutto: Improvvisamente diviene evidente che tutto è anima(to)...



LADY OSSA – Vernissage 27 maggio ore 19.30

Intarsi e sovrapposizioni in ecopelle sono l'essenza della prima collezione Lady Ossa.

L'incontro tra materiali a basso costo e la fantasia di un'artigiana danno vita a gioielli preziosi nella forma e non nella sostanza.

BIGLIETTI-Ingresso  spettacolo euro 8,00 + tessera associativa euro 2,00


ATELIER META-TEATRO
Via Natale Del Grande 21
Roma-Trastevere
Info: 3408578140 – cricot@libero.it
3492309008- adrianomainolfi@gmail.com

17.5.12

QUOD SUPERERAT




QUOD SUPERERAT

Da "Le due Zittelle" di Tommaso Landolfi
Ideazione, drammaturgia e regia : Chiara Condrò, Elisa Turco Liveri
Con : Chiara Condrò, Elisa Turco Liveri, Manuel Cascone
Video : Salvatore Insana
Luci : Giovanna Bellini
Produzione Compagnia del Meta-Teatro

dal 18 al 24 maggio 2012
ore 21 - domenica ore 18

ATELIER META-TEATRO
Via Natale del Grande 21, Roma, tel. 340 8578140
Ingresso euro 8,00 + tessera associativa euro 2,00

 “Sacrilego sacrificare il sacro per raggiungere salvezza e santità? Se giudicherete le zittelle cupamente rilegate in fondo alla benevolenza divina, ammutinatesi dall'ufficialità confessionale, non farete altro che riconsiderare anche il loro opposto, il più limpido dei regni celesti. Risicata più di quanto si creda è la soglia che separa il più dignitoso dei portamenti dalla sua grottesca parodia”                                                
Tre figure chiuse dentro una gabbia si muovono evocando i personaggi del racconto di Landolfi. Lilla e Nena, le due “zittelle” prendono sembianze animalesche, sono loro a somigliare a delle scimmie, molto più del piccolo cercopiteco Tombo, che appare invece come il fanciullo di casa, elegantemente incatenato.
In questa favola nera, Landolfi ci regala solide fondamenta su cui edificare un mondo malato, cupo, talvolta demenziale, in  cui la pretesa di devozione estrema e l’ostentazione della putrida castità generano un linguaggio bestiale, ridicolo, che mescola presunti latinismi alle più grette volgarità gergali. Oltre la gabbia, l’esibizione del circo deforme continua: la santa messa  sarà celebrata dal più abietto degli animali; le arringhe disturbate del prete dalla doppia coscienza,  “gemello-siamese-di-se-stesso” saranno declamate, per giungere infine al sacrificio estremo.

15.4.12

ESSERE E NON ESSERE


ESSERE E NON ESSERE
di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto
azione scenica di e con  Pippo Di Marca
scena  Luisa Taravella
disegno luci Riccardo Giubilei
suono e immagini Salvatore Insana
organizzazione Anna Paola Bonanni



Mercoledì 18 aprile, ore 21, debutterà all'Atelier Meta-Teatro lo spettacolo “Essere e Non Essere”, dedicato da Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto alla memoria di Carmelo Bene. Non si tratta di un “omaggio” (che lui certamente non avrebbe gradito), bensì di una messa in scena curata e assunta in prima persona da Pippo Di Marca come 'voce recitante' con cui si intende 'testimoniare', evocare, raccontare momenti salienti dell'opera e della vita di Carmelo Bene, fino agli ultimi anni di malattia e di isolamento.
Carmelo Bene lo conobbi nel ’66, nel camerino del Teatro delle Muse, al termine di un memorabile (e burrascoso, un Visconti molto contrariato, poco prima della fine, si alzò e abbandonò da primadonna la sala, e in certo senso gli ‘rubò’ la scena) “Il rosa e il nero”. Neofita qual ero, pensai di dovermi sorbire le conseguenze di una serata indubbiamente piuttosto ‘nervosa’, sopra le righe, ma lo trovai incredibilmente calmo, come se non fosse successo nulla. Questo era Carmelo: un uomo che s’accendeva e si spegneva, ‘appariva’ e sapeva ‘scomparire’, l’uomo di teatro più o-sceno (fuori da qualsiasi schema o metodo teatrale precostituito) che abbia avuto l’Italia. Un artista debordante, che imponeva – in superficie – la sua Presenza, il suo Ipertrofico, straordinario, carnale, fisico Io scenico, il suo ESSERE e al tempo stesso - e per così dire in profondità – un artista radicale al negativo, che lavorava per sottrazione, per cancellazioni, per una sorta di rigore estremo, di dimensione interiore alta, né metafisica né spirituale, ma di assoluta tensione morale e poetica nella sua totale a-moralità, nella sua 'disperata' anti-poesia, tutto proteso verso un NON ESSERE. Un gigante del teatro italiano del Novecento, un Maestro inimitabile e irraggiungibile, un maestro 'negato': poiché il suo 'magistero', come quello dei veri grandi, è unico e 'intrasmissibile', la poesia (poi, quale poesia?), non si può insegnare; è un quid 'misterioso' che però ha dato ad artisti di intere generazioni la forza di cercare il proprio 'mistero', la propria energia poetica. Questa ricerca permanente, inesausta è quello che Carmelo nelle tante frequentazioni che abbiamo avuto dopo quel primo incontro mi ha lasciato - ci ha lasciato -, una predisposizione, se si vuole, alla 's-didattica' teatrale, a un ‘arbitrio’ erudito, consapevole, lucido. Un amico, un non-maestro, con cui e di cui sentiamo il bisogno di continuare a parlare, non tanto per omaggiarlo, ma appunto per parlarci, raccontarlo, farsi memoria, presenza viva, scenica, della sua poetica e della sua vita; senza tralasciare la sua 'umanità', la sua fiera 'fragilità', accentuate nei lunghi ultimi anni di malattie e volontario autoesilio.  Tutto questo vorrebbe 'testimoniare' “Essere e Non Essere”, lavoro che condivido con Giancarlo Dotto, senza dubbio il più caro amico e sodale di Carmelo per tutta la vita.
                            
                                                   Pippo Di Marca
                                                                                                                       


dal 18 al 30 aprile 2012
ore 21 – festivi ore 18

ATELIER META-TEATRO
Via Natale del Grande 21, Roma, tel. 340 8578140
Ingresso € 14,00 – Ridotto € 10,00

18.3.12

PIPPO DI MARCA

PIPPO  DI MARCA


Pippo Di Marca, catanese di nascita e romano di elezione, è uno degli esponenti più attivi e preparati della ricerca teatrale italiana. Esordisce come attore (1969) con Giancarlo Nanni al teatro La Fede di Roma, uno dei luoghi "storici" dell'avanguardia italiana degli anni sessanta. Nello stesso teatro, nel 1971, dopo aver formato un suo gruppo autonomo, la Compagnia del Meta-Teatro, Pippo Di Marca debutta come regista con lo spettacolo Evento-Collage n. 1.
Dai suoi soggiorni all'estero (Berlino, Parigi, New York, San Francisco, Madrid, Londra) e dall'incontro con l'antipoetica surrealista e dada sviluppa negli anni un 'teatro aperto, visionario e totale' che assume e rielabora a tutto campo esperienze "cosmopolite" sia visivo-musicali che drammaturgico-letterarie che di impegno ideologico.
Ha realizzato oltre 60 spettacoli e performances in Italia e all’estero. Ha curato, come direttore artistico, numerose manifestazioni teatrali.
E’ artista portato ad analizzare il proprio lavoro, ma anche curioso e attento verso quello altrui. E’ autore di testi e saggi teatrali e di un romanzo.

Ha pubblicato i seguenti libri:
Scrivere il Teatro (Bulzoni Editore, 1990) con altri autori
Meta-Teatro e Oltre (Edizioni del Meta-Teatro 1991)
Tra memoria e presente (Artemide Edizioni 1998)
Percorsi nel Tempo (Archivi del Sud 2001)
Ha scritto inoltre il romanzo Brasile, addio (Archivi del Sud 2002)
Sotto la tenda dell’avanguardia, Titivillus Editore, 2013

Suoi  interventi sono stati inoltre pubblicati dalle seguenti riviste:
Quarta Parete n° 3 e n° 4 (Stampatori Editore, Torino)
Produzione e Cultura (Sindacato Nazionale Scrittori)
Rivista Italiana di Drammaturgia (Istituto del Dramma Italiano)
Patalogo (Ubulibri, Milano)
Teatroltre (Bulzoni Editore)
Biblioteca Teatrale (Bulzoni Editore)
Spirali, Sipario, Ridotto

 

Spettacoli teatrali

-    Evento-Collage n.1 di P.  Di Marca, 1971.
-    Seppellire i morti di Irwin Shaw, regia di P. Di Marca, 1972.
-    Apocalittico week-end a Crome di P. Di Marca, da “Giallo Cromo” di A. Huxley, 1973.
-    Salomè abstraction di P. Di Marca, da O. Wilde e S. Mallarmé, 1974.
-    Il conte di Lautréamont rappresenta i Canti di Maldoror di P. Di Marca, 1975.
-    Carmen di P. Di Marca, da Bizet e Merimée, 1976.
-    Notturno Fabulatorio di P. Di Marca, da “Il fauno di marmo” di N. Hawthorne, 1976.
-    Santo Genet commediante e martire di P. Di Marca, da Sartre e Genet, 1977.
-    Omaggio a Marcel Duchamp di P. Di Marca, 1978.
-    Erratum musical di P. Di Marca, da Duchamp, Tzara, Cage e il gruppo Fluxus, 1979.
-    Jura-Paris: bigbang agency dadaspettacolo di P. Di Marca, da Duchamp, Apollinaire, Picabia e G. Buffet, 1981.
-    Violer d’amores di P. Di Marca, da “Anna Livia Plurabelle” (Finnegans Wake di J. Joyce), 1981.
-    Admiral’s Men (more blade runner invaders) di P. Di Marca, da “La tragedia di Sir Thomas More”, 1983.
-    Target-Lulu di P. Di Marca, da Frank Wedekind, 1984.
-    Diceria dell’untore di P. Di Marca, da Gesualdo Bufalino, 1986.
-    Storie naturali di E. Sanguineti, concerto per voci recitanti, 1986.
-    Lautréamont: uno e due! di P. Di Marca, da Isidore Ducasse, regia di Claudio Mapelli, 1986.
-    La cognizione del dolore di P. Di Marca, da C. E. Gadda, 1987.
-    A porte chiuse di J. P. Sartre, regia di P. Di Marca, 1987.
-    Cielo e terra da Byron, testo e regia di Claudio Mapelli, 1988.
-    J. G. Borkman di H. Ibsen, regia di P. Di Marca, 1988.
-    Porträt Abstrakt da Thomas Bernhard, regia di P. Di Marca,1988.
-    Hedda Gabler di H. Ibsen, regia di P. Di Marca, 1989.
-    Negri (Les Nègres) di J. Genet, regia di P. Di Marca, 1990.
-    Serata Valery di Cesare Milanese, da “Monsieur Teste”, regia di P. Di Marca, 1990.
-    Ballata sulla fine del giardino di P. Di Marca da Cechov, 1991.
-    Giorni felici (Beckett cantata) di S. Beckett, regia di P. Di Marca, 1992.
-    Il gabbiano di A. Cechov, regia di P. Di Marca, 1992.
-    Lady Macbeth di P. Di Marca, da Shakespeare, 1993.
-    Strindberg sonata di P. Di Marca, da Strindberg, 1994.
-    Il pasto dei ciechi di P. Di Marca, da Shakespeare, 1995.
-    Per terra mota (born to kill) di P. Di Marca, 1995.
-    La tana da F. Kafka, adattamento e regia di P. Di Marca, 1996.
-    Studi su Duelli di P. Di Marca, 1996.
-    Shakespeare’s Jazz and Blue’s , concerto spettacolo per voce e band, 1996.
-    Bersagli di P. Di Marca, 1997.
-    Frammenti d’urbe di P. Di Marca,1998.
-    Il Mediterraneo di P. Matvejevic, regia di P. Di Marca, 1998.
-    Mediterraneo rhythm di P. Di Marca da Matvejevic, 1999.
-    L’Alchimista di Girgenti, da Pirandello, testo e regia di P. Di Marca, 1999.
-    Lo Specchio e l’Anima, testo e regia di P. Di Marca, 2000.
-    Molly Bloom, Labelle, da J. Joyce, adattamento e regia di P. Di Marca, 2001.
-    Ex Hamleto, da W. Shakespeare, adattamento e regia di P. Di Marca, 2001.
-    Aspettando Godot di S. Beckett, adattamento e regia di P. Di Marca, 2003.
-    P.I.R.A.N.D.E.L.L.O IMPROMPTU, testo e regia di P. Di Marca, 2004
-    Il Principe e il Gattopardo, da E. Vittorini, adattamento e regia di P. Di Marca, 2004.
-    Romeo e Giulietta (complessi bandistici della nobile Verona), da Shakespeare, adattamento e regia di P. Di Marca, 2005.
-    Pi come Pinocchio,  da Collodi, adattamento e regia di P. Di Marca, 2005.
-    L’uomo il deserto e l’isola, da E. Vittorini, adattamento e regia di P. Di Marca, 2005.
-    Maldoror, da Lautréamont, adattamento e regia di P. Di Marca, 2006.
-    Voci dal Caos di A. Moresco, regia di P. Di Marca, 2006.
-    Cronaca dell’orrore assoluto di P. Di Marca, 2007.
-    Mikrokosmos di E. Sanguineti, regia di P. Di Marca, 2007.
-    Impression d’Afreak di P. Di Marca, 2007.
-    Dadadramm di P. Di Marca, regia di P. Di Marca, 2008.
-    Finale di partita di S. Beckett, regia di P. Di Marca, 2008.
-    Non siete voi che mi cacciate di G. Dotto e C. Bene, regia P. Di Marca, 2008
-    La linea spezzata della tempesta, da R. Bolaño, di P. Di Marca, 2009
-    L’Imperatore della Cina, di P. Di Marca da Ribemont-Dessaignes, regia P. Di Marca, 2009.
-    Lautréamont Last Concert, di P. Di Marca, 2010
-    La disputa di Messina, di P. Di Marca, 2010
-    New Impression d’Afreak di P. Di Marca, 2011.
-    Per filo e per segno di Luca Archibugi, 2011
-    La parte di Bolaño: il quinto cavaliere, di P. Di Marca, 2012
-    Essere e non essere, di P. Di Marca e G. Dotto, 2012
-    Lo sguardo dei ciechi, di P. Di Marca, 2013